La Pittrice di Suoni - Vita e Musica di Carmen McRae - Macallè Blues

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La Pittrice di Suoni - Vita e Musica di Carmen McRae

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Serena Berneschi

La pittrice di suoni - Vita e musica di Carmen McRae

96, Rue de-La-Fontaine Edizioni - 2020

   
Faccio subito esercizio di pubblica ammenda per aver osato iniziare una recensione partendo da una piccola digressione, per così dire, autobiografica; ma confido nel fatto che, il lettore, non me ne vorrà una volta chiara la ragione.
Quando, con sorpresa, fui contattato dall’autrice di questo libro e venni, così, a conoscenza della sua recente pubblicazione, rimasi sorpreso - una seconda volta! - non appena mi fu nota anche la sua età. Mi fece così piacere e una tale impressione sapere che era stata una giovanissima donna a scrivere La Pittrice Di Suoni che, subito nacque in me, complice anche una mai sopita passione per la McRae, l’infuocata curiosità di leggerlo.
L’età verde - e come viri la sua sfumatura, poco importa - è quel periodo della vita nel quale, se si ha la somma fortuna, alzando lo sguardo al cielo, di incontrare la luce di una “stella cometa”, in carne e ossa o ideale che sia, a seguirla si può solo correre il rischio di trovare la strada per il luogo della natività: la nostra!
Serena Berneschi, classe 1994, è cantante, autrice, compositrice e didatta. Che, già giovanissima, abbia scorto in Carmen McRae la propria metaforica stella, a leggere il libro, mi par cosa evidente. Che se ne sia artisticamente innamorata, pure; e di quell’amore che trasforma e accresce. Che ti spinge verso la conoscenza e l’approfondimento; che ti dà la forza per uscire da quel buco, ristretto e mal definito, d’un esistenza generica ancor tutta da modellare e trovare, infine, la via di casa. Una trasformazione generata dall’incontro virtuale, giacché inevitabilmente consumato nel bel mezzo di incolmabili distanze storiche quanto anagrafiche, tra la McRae e l’autrice.
Il nucleo originario del libro è costituito dalla tesi di laurea in Canto Jazz conseguita, dalla Berneschi, presso il conservatorio “Pietro Mascagni” di Livorno. Questo nucleo primitivo che, oltre a includere una breve biografia della McRae, comprende un’approfondita ed erudita analisi del suo stile vocale e dell’evoluzione dello stesso negli anni, indagato anche attraverso preziosi e quanto mai opportuni riferimenti a precise incisioni, è stato rimpolpato con ulteriori sezioni: una raccolta di interviste rilasciate dalla McRae nel corso degli anni, nonché una disamina dell’intera sua discografia.
Il titolo, d’altro canto, richiama fedelmente il nomignolo appioppatole dalla collega cantante Nancy Wilson e trova la sua ragion d’essere nella peculiarità pittorica del suo personale approccio al canto; nella capacità, così unica, della McRae, di calarsi nel testo di ogni brano trasformando la singola canzone in una storia animata. Le dinamiche della sua tecnica vocale diventano, così, colori gettati sulla tela musicale ad arricchire i brani di nuovi, inediti significati scoperti tra le profondità delle pieghe più strette del testo, quasi fossero poesia su poesia.
Dai soavi ed eleganti esordi degli anni ‘40 fino al progressivo declino raggiunto passando attraverso una fase di maturazione timbrica che ha portato, per frutto, qualche bruna asperità, la parabola artistica della McRae viene attentamente scandagliata pagina dopo pagina. Ottimamente scritto, sul filo di una prosa precisa e appropriata, grazie alla concezione modulare, che comprende, inoltre, un paio di glossari di tecnica vocale e di termini musicali e jazzistici, nonché un breve compendio di storia del jazz, il libro riesce a rivolgersi tanto al lettore neofita quanto a quello che, già scafato in materia, della sola McRae vorrebbe leggere e approfondire la conoscenza.

Giovanni Robino        


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