Macallè Blues

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I dischi...

RANDY McALLISTER and THE SCRAPPIEST BAND IN THE MOTHERLAND

"Triggers be trippin"

E’ un percorso tortuoso e singolare quello intrapreso, da Randy McAllister, con le sue ultime uscite: evoluzione di idee, da anni, in nuce. Se musicalmente, e fin dagli esordi dei tardi anni ‘90, s’è rivelato figlio legittimo di un blues texano verace e dal beat in linea con la vigorosa tradizione del Lone Star State, da subito s’è pure manifestato quale autore di pregio.....


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LAURIE JANE & THE 45's

"Late last night - Elixir of Sara Martin"

Di tanto in tanto, jazzmen e bluesmen sono stati oggetto di opportuno e ossequioso tributo nonché di riproposizione del proprio repertorio da parte di altri artisti che, di loro, si sono fatti portavoce e interpreti. A memoria mia, però, non mi pare di ricordare nessuno che avesse mai preso in considerazione la figura di Sara Martin. Da popolare canzonettista del cabaret nero....


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THE MAGNIFICENT TAPE BAND

"The subtle art of distraction"

E’ quella di Rachel Modest (che cita Dusty Springfield e DeeDee Warwick come prime ispirazioni) la singolare voce con la quale fare i conti, scorrendo le tracce di questo incantevole e, a tratti, suggestivo The Subtle Art Of Distraction; disco che costituisce, senza dubbio, la più seducente tra le produzioni targate ATA, nonché una delle più personali di tutto lo scenario contemporaneo.....


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News and reviews...

Frank Frost
(1992: foto Giovanni Robino)

LINO MUOIO

"Mandolin blues - Acoustic party"

Chi avrebbe mai detto che un giorno, in Italia, ci sarebbe stato un artista blues che si sarebbe dedicato, “anema e core”, al mandolino. E chi avrebbe mai immaginato che sarebbe stato un musicista i cui esordi (come chitarrista, in verità) hanno trovato la loro primigenia mossa nell’inseguire le orme di Angus Young o altri eroi delle sei corde, ma sempre quelli dalla scorza “hard”. Forse nessuno! Ma se qualcuno avesse, comunque, osato lanciarsi in un tale volo di fantasia......


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Il disco raccontato da...


MICK KOLASSA ci parla di....

"149 Delta Avenue"

Dopo aver pubblicato alcuni dischi nei quali reinterpretava brani di altri autori, Mick Kolassa è tornato a fare ciò che ama di più: realizzare e registrare dischi di quello che chiama "free range blues", puntando nettamente le luci sulle proprie rimarchevoli qualità di autore. In 149 Delta Avenue, infatti, la quasi totalità dei brani presenti è frutto della sua arguta e spesso sagace penna e la sua Taylor Made Blues Band, occasionalmente integrata da una sezione fiati, beneficia della presenza di alcuni ospiti, tra i quali spicca Toronzo Cannon......


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MIKE SPONZA ci parla di....

"Made in the sixties"

Sulla scena da anni e forte di diverse collaborazioni internazionali, Mike Sponza, musicista e autore triestino con anima mitteleuropea, stupisce ancora. Dopo l'uscita, nel 2016, del sorprendente e seducente Ergo Sum, torna ora con Made In The Sixties, un nuovo concept album il cui punto di fuoco insiste sugli anni '60 e sugli avvenimenti di quell'epoca.
Nell'intervista che segue, abbiamo cercato, con lui, di tracciarne il perimetro ed evidenziarne i tratti caratterizzanti.....


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Shortcuts: i cd in breve...


IN LAYMAN TERMS
"Strong roots"
POPA CHUBBY
"Prime cuts: the very best of the beast from the East"
BOBBY BLACKHAT
"Put on your red shoes"
OLD RILEY & THE WATER
"Biting through"

I libri...


Antonio Bacciocchi

Gil Scott Heron - Il Bob Dylan nero
Volo Libero Edizioni - 2018


Non so se, come recita il sottotitolo di questo agile libro, riprendendo una definizione affibbiatagli ai tempi dei suoi primi successi, Gil Scott Heron possa essere considerato il “Bob Dylan nero”: alla luce dei fatti, mi pare più una comoda formula riassuntiva d’effetto che, come tutti i riassunti, semplifica fino a disperdere quei, pur esistenti e comunque esili, tratti di verità che vorrebbe, invece, evidenziare. Personalmente, credo che il parallelo con Dylan si limiti al riconoscere, in entrambi, un linguaggio poetico, una tensione letteraria che ne ha permeato la produzione. Fine! Per il resto, due artisti diversissimi: per fama, riconoscimenti, vicende umane e storia personale.......

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Luciano Federighi

Istrioni e sirene - Vol. 1
Arcana Edizioni - 2017


Dietro il titolo evocativo di questa nuova opera di Luciano Federighi si cela, in realtà, la versione 2.0 (leggasi, riveduta e parzialmente integrata) di un suo precedente volume, uscito nel 1997 per Mondadori che, meno poeticamente, ma con maggior evidente eloquenza, portava il titolo di Le Grandi Voci Della Canzone Americana.
In estrema sintesi, la fondamentale differenza dell'odierna edizione rispetto alla pubblicazione primigenia o, se si vuole, lo stravolgimento editoriale apportato ora da Arcana si concretizza, qui, in una segmentazione tripartita dell’opera originale Mondadori che, a secchi colpi d’ascia, viene scomposta in tre uscite......

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I Dvd...


SIDEMEN: LONG ROAD TO GLORY
un film di Scott Rosenbaum

Red Hawk Films & Red Thread Productions - 2018

Un sideman è un gregario. Alla lettera, una figura “marginale”; non, ovviamente, in termini qualitativi, quanto nel senso della propria collocazione spaziale; marginale ma che, nel suo stare ai margini, spesso, sostiene in modo riservato, ma irrinunciabile, la centralità della scena. Come a dire, “without sidemen, no music!”.
Un tempo, erano Muddy Waters e Howling Wolf a contendersi questa centralità, sui palchi di Chicago: due storiche band, due giganti del blues elettrico del dopoguerra che, di sera in sera, si sfidavano, per così dire, a colpi di “slide” e “ululati”, contendendosi un ideale primato che non avrebbe potuto basarsi su altro se non sulla risposta del pubblico, sul proprio personale stile e sul suono.....

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BACKTRACK BLUES BAND - MAKE MY HOME IN FLORIDA
un film prodotto da George Harris - CD e DVD

Harpo Rec. & Creative World Rec. - 2017

Come i Nighthawks dei bei tempi, la Backtrack Blues Band è una di quelle formazioni che, dal 1980, hanno fatto del sano, genuino blues da roadhouse la loro missione e ragion d’essere.
Quarant’anni di storia, fatti di una scarsa discografia ma di una abbondante attività concertistica, sono concentrati in questo denso live happening registrato, di fronte a una platea esaurita ed entusiasta, proprio nella tana del lupo....

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Le interviste...


Tony D

Tony D è, in realtà, il nome d'arte di Tony Diteodoro. Chitarrista canadese, ma di innegabili origini italiane (abruzzesi, per l'esattezza), Tony D oltre che essere stato - ed essere ancora - il leader della Tony D Band, è soprattutto un terzo dell'anima di una delle formazioni più intriganti del panorama blues'n'roots contemporaneo: i MonkeyJunk. Spuntati, non proprio dal nulla, nel 2009 con l'album Tiger In Your Tank, mescolando con originalità influenze che raccolgono i lampi più luminosi di vari generi legati al blues, si sono imposti ben presto sulla scena come una delle realtà di indubbio e maggior interesse.
Incontrato in occasione del tour che l'ha visto accompagnare Paul Reddick, quello che segue è il risultato della chiacchierata che ha concesso a Macallè Blues....

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Big Harp George

da alcuni anni, il mondo dell'armonica blues ha visto l'ingresso di un singolare personaggio. Big Harp George (al secolo, George Bisharat) è nato in Kansas da madre americana e padre palestinese. Dopo aver conseguito una prima laurea in Antropologia, una seconda in Storia e una terza, con lode, in Giurisprudenza, si dedica all'esercizio della professione forense e, parallelamente, a quella di professore presso l'Hastings College of the Law di San Francisco, California. Da sempre amante del blues e cultore dell'armonica (in particolare, di quella cromatica) se, come George Bisharat, oltre a insegnare pubblica libri e collabora come editorialista al Wall Street Journal, New York Times e San Francisco Chronicle, come Big Harp George, a partire dal 2014, si propone come originale interprete dello strumento e autore di pregio. Legato stilisticamente alla scuola della West Coast, con due album solisti pubblicati e un terzo di prossima uscita, si candida ad essere una delle prossime definitive rivelazioni del genere.
Quella che segue, è la chiacchierata ad ampio spettro, concessa a Macallè Blues........

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I concerti...


Keith Dunn & the Gamblers

Keith Dunn avevamo già avuto modo di vederlo, su questo stesso palco, nel lontano 1994. Ma, se all'epoca, accompagnato da Nick Becattini e suoi Serious Fun, avevamo potuto apprezzarlo soltanto come armonicista e cantante, questa volta ci ha dato modo di osservarne la sorprendente maturazione come intrattenitore. Tanto era statico e serioso allora, quanto decisamente sciolto e coinvolgente adesso....

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